Iris bianchi, 20 Successi di Mina e una tazza di tè verde. Serve solo questo per un momento zen...
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19 aprile 2015
16 marzo 2015
L'angolo del tè di Marzo
Nello studio, accanto alla vecchia ma ancora funzionante Mivar Egadi della fine anni '50 ho sistemato gli amati tulipani e un bellissimo set da tè moderno e molto zen creato da un'artigiana francese di cui ho scoperto l'esistenza leggendo Vini e Percorsi di Borgogna dell'editore Artevino. Mi stavo documentando per affrontare al meglio uno dei primi viaggi estivi in Francia, alla scoperta dell'Alsazia e della Borgogna. La descrizione dell'atelier della Poterie de Bruant mi ha così attratto che non ho potuto fare a meno di andarlo a cercare, non facilissimo da trovare nascosto fra i boschi delle Hautes-Côtes, ma ne è valsa la pena.
8 febbraio 2015
L'angolo del tè di Febbraio
Finalmente i muscari! Sono così effimeri e belli, presagio di aria tiepida e profumo di primavera, eppur fioriscono in casa al calduccio ancora in pieno inverno. Anche il tè Long Jing mi piace tanto (ne ho parlato qui e qui) e mi ricorda la primavera, soprattutto se viene dal primo raccolto ed ha quelle note così fresche e vegetali. Nel mio piccolo angolo di relax non può mancare un sottofondo musicale, vintage originale anni '60, i mitici The Everly Brothers.
30 gennaio 2015
18 gennaio 2015
L'angolo del tè di Gennaio
Il mio angolo del tè di gennaio è dedicato al matcha 抹茶 e al Giappone, anche se non tutti gli "attrezzi" del mestiere rappresentati sono giapponesi. Il vassoio è cinese, ha la griglia ed il serbatoio sottostante per raccogliere l'acqua quando si prepara il tè in modalità gongfu cha 工夫茶. Il chawan 茶碗, la ciotola per il tè, l'ha creata un artigiano spagnolo nel suo atelier nascosto nei vicoletti polverosi di una caldissima Lione estiva, dove tanti anni fa mi ritrovavo di passaggio.
L'accompagnamento musicale è a tema, un vecchio vinile della mitica Rettore... Kamikaze Rock 'n' Roll Suicide.
8 giugno 2013
Finalmente il rabarbaro
Non ricordo il momento preciso, ma so che a un certo punto, qualche anno fa, mi è venuta la fissa del rabarbaro. In primavera la blogsfera era tutto un fiorire di ricette che contemplavano l'ingrediente incriminato, ma da queste parti, sui banchi del mercato, dai verdurai e nei vivai non ce n'era traccia.
3 ottobre 2012
La mia torta di nocciole
Questa torta è nel mio repertorio da forse più di vent'anni. E' stato uno dei primi esperimenti in cucina, rigorosamente senza l'aiuto di mia mamma, e per la verità neanche di immediato successo.
31 dicembre 2011
Gélée leggera al tè nero darjeeling e... Buon 2012 a tutti!
Siamo arrivati alla fine di questo lungo e faticoso 2011, ma come sempre ne è valsa la pena. Ho imparato tanto quest'anno, ho firmato la sudata "lettera del passaggio" e tutto si è realizzato come speravo. Il 2012 però sarà un altro anno di passaggio non da poco: si entra in una nuova decina, si cambia la vocale, non so se mi spiego, e la cosa mi preoccupa. Chissà come la prenderò alla fine di maggio? Speriamo nell'autostima e iniziamo a iniettare energia fin d'ora per farla crescere e lievitare ben bene, quindi meglio passare in cucina, addolciamo la pillola...
1 dicembre 2011
In the mood for Pu-erh
Ah! Finalmente dicembre. Pensavo non finisse mai, novembre: mese lungo e faticoso. Non sento ancora l'atmosfera natalizia, faccio fatica a pensare ai regali, alle decorazioni, ai menù prossimi venturi (la mamma ha iniziato a sollecitare idee e proposte dalle sue figliolette), ma sono sicura che da questo week end le cose cambieranno.
31 ottobre 2011
Top five d'autunno
Oggi ponte dei morti. Ho passato mezzo pomeriggio al vivaio. Dovevo scegliere i fiori per il giardino, perché d'inverno è bello svegliarsi la mattina presto, quando fuori è grigio e nebbioso, aprire le persiane e trovarsi davanti il rosso intenso dei ciclamini nei vasi, il viola/giallo/prugna/blu delle viole giganti nell'aiuola e sapere che li accanto, sotto terra al calduccio, dormono i bulbi dei tulipani in svariate tonalità di rosa, pronti a sbucare appena le temperature inizieranno a salire.
13 maggio 2011
Xi Hu Long Jing
Sono appena rientrata dall'ufficio. E' primavera inoltrata ma non rinuncio ad una tazza di tè caldo, mi rilassa e mi predispone la mente al riposo. Lascio un momento da parte i pensieri su cosa cucinerò per cena e come mi organizzerò con le mille cose da fare per domani. Preparo il vassoio con l'occorrente e mi vado a sedere sotto il portico con la mia rivista di giardinaggio preferita appena estratta dalla cassetta della posta e ancora incellophanata. Rose, peonie, sontuosi giardini nel pieno del loro splendore... desideri e progetti più o meno irrealizzabili per il mio giardino.
Questo particolare tipo di Long Jing, Xi Hu Long Jing, viene prodotto nella regione cinese dello Zhejiang nei pressi del Lago Occidentale (Xi Hu). Si racconta che l'imperatore Qianglong, mentre era in visita al famoso tempio Hu Gong, rimase affascinato dall'abilità di alcune donne che stavano raccogliendo le foglie di tè e volle provare lui stesso. Mentre era impegnato nella raccolta, ricevette la notizia dell'improvvisa malattia della madre. Ripose nelle maniche della veste le foglie già raccolte e fece ritorno in tutta fretta a Pechino. Subito arrivò al capezzale della madre, che si accorse del profumo proveniente dalla veste. Allora Qianglong le preparò un'infusione con quelle foglie. La leggenda spiega come la particolare forma delle foglie di Long Jing riprenda l'aspetto delle foglie appiattite che l'imperatore utilizzò per l'infusione della madre. Non è dato sapere se poi la signora trovò giovamento dalla bevanda... ma mi piace pensare che quel tè avesse davvero poteri curativi.
8 aprile 2011
Il giardino di Arya
Se si parla di tè indiano, il mio preferito viene sempre dal Darjeeling. Tanto per essere precisi c'è un giardino che non mi ha mai deluso finora: Arya Tea Estate. In origine Sidrabong, venne fondato verso la fine del '700 da monaci buddhisti in cerca del luogo perfetto per un monastero. I monaci svilupparono in seguito la coltivazione del tè da semi cinesi sulle alture circostanti (l'altitudine media è di 1500 m. s.l.m.), in un ambiente puro ed incontaminato. L'azienda è certificata biologica e produce una vasta gamma di tè di alta qualità. I tè più rinomati appartengono alla linea Jewel: la scorsa primavera ho ordinato da Ben il primo raccolto di tè nero Arya Ruby e sto centellinando con dispiacere gli ultimi grammi in questo periodo, sperando di poterlo ritrovare anche quest'anno così delizioso. Le foglie sono integre, molto grandi e di colore mogano scuro, il che è piuttosto insolito per un primo raccolto, dove la tendenza è di mantenere le note fresche e vegetali, tradotte visivamente in una parte di superficie ancora color verde, sfumato al bruno verso i bordi. Il profumo, che si parli di foglie o di infusione, è intenso, aromatico, persistente... davvero affascinante. Il liquido color rubino riserva lo stesso trattamento di lusso alle papille gustative, per la mia prima colazione casalinga della domenica, modello hotel a 5 stelle!
12 marzo 2011
L'arte dell'Armonia Giapponese
In questi giorni così difficili per il Giappone vorrei ricordare un momento molto suggestivo vissuto recentemente. Domenica 6 marzo a Milano si è svolto un incontro dedicato alla cultura e alle tradizioni nipponiche, che ha permesso ad un (inaspettatamente) folto pubblico italiano di conoscere una piccola parte dell'affascinante e ricca espressione artistica caratteristica del Paese del Sol Levante. Musica di flauti, bel canto, poesia e arte della scrittura hanno accompagnato la degustazione di ottimi tè verdi... non potevano mancare alcune immagini colte al volo per documentare l'insolito pomeriggio.
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| Junkincha "Tè oro puro" da Shizuoka |
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| La soprano Tae Yamazaki |
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| Sakura sencha e dolcetti al matcha e sesamo |
28 febbraio 2011
Tè di primavera
Si avvicina a piccoli passi la nuova stagione e mi viene in mente che devo assolutamente consumare tutte le riserve di tè nero indiano first flush 2010 per far posto nei prossimi mesi ai nuovi arrivi! I migliori raccolti primaverili vengono dai tradizionali giardini del Darjeeling, piantagioni situate in una regione del subcontinente indiano molto prossima alla catena himalayana e dotata di terroir particolarmente favorevole alla coltivazione di alta qualità.
2 febbraio 2011
Le domeniche del tè
30 gennaio 2011
La merenda dei bimbi giapponesi #1
L'aspetto curioso e colorato del tè verde brillante mescolato a chicchi di riso tostati, il profumo invitate che ricorda tanto... ma si, il popcorn! Non posso fare a meno di immaginare che questo tè sia stato creato proprio per i bimbi. Il suo nome è Genmaicha e viene dal Giappone. La tipologia prevede un mix di tè verde e riso integrale tostato e a volte può comparire qua e là qualche fiocchetto bianco "esploso". Il mio, ottenuto da agricoltura biologica, arriva dalle montagne della Prefettura di Mie, ed è mescolato a riso integrale tostato, sempre bio, proveniente dall'isola di Hokkaido. L'acqua per l'infusione non deve essere bollente, 80°C per 2 minuti ed il tè è pronto per essere gustato. Il liquido è leggermente velato dai minuscoli frammenti in sospensione, color giallo paglierino con bei riflessi verdi, che ricordano i toni squillanti della natura in primavera. Mi piace molto il profumo di mais e fieno secco che si sprigiona, ed ancor di più quella nota tostata che mi rimanda a quand'ero ragazzina: la pentola grossa sul fuoco, spiando di tanto in tanto sotto il coperchio, ad attendere che il mais si trasformasse completamente in goloso popcorn.
23 gennaio 2011
Long Jing: il Re dei Tè
Il Long Jing è un tè verde cinese di alta qualità fra i più famosi ed apprezzati in patria e nel mondo degli appassionati. Viene prodotto nella provincia dello Zhejiang, ancora quasi totalmente con metodi artigianali. Quando ne ho la possibilità, preferisco sempre acquistare il raccolto di primavera perché lo trovo particolarmente intenso nel profumo e ricco al palato. Le foglie secche sono di un verde chiaro e brillante, piatte ed allungate in una tipica forma subito riconoscibile. Utilizzo acqua a 70/75°C per circa 3/4 minuti. L'infusione è limpida, giallo paglierino che tende al dorato, ed il profumo è intenso ed aromatico, erbaceo e vegetale, fresco insomma. Riconosco il sentore tipico della castagna bollita e delle verdure al vapore, il che mi fa pensare ad un tè da sorseggiare con pietanze semplici, adatte ad un pasto leggero: pesce bianco al forno e verdure miste appena scottate, condite con una vinaigrette aromatizzata agli agrumi. A proposito di castagne... sta nascendo un'idea per la prossima merenda!
13 gennaio 2011
Yutaka Midori from Japan
Adoro il tè verde giapponese. Per molti mesi ho navigato fra le pagine di questo sito chiedendomi se fosse il caso di fare il grande passo e ordinare. Poi è arrivata la primavera e la risoluzione è stata presa: che Shincha sia. Così finalmente ho avuto il mio primo pacchetto (velocissimo, eh eh, mica stanno a pettinar le bambole laggiù) a cui poi, l'anno seguente, ne è seguito un altro. Per carità, non che qui non se ne trovi di apprezzabile, ma i tè di Kevin sono tutta un'altra storia. La loro freschezza e ricchezza aromatica è sublime. Oggi mi sono dedicata alle multi infusioni di Yutaka Midori "Kaoru Supreme LE", un tè del raccolto 2010 proveniente dalla prefettura di Kagoshima e lavorato a vapore forte. Succoso, dissetante, molto equilibrato, erbaceo e dolce allo stesso tempo, delizioso! Pure un ottimo digestivo quando esagero a tavola!
Dimenticavo, very important, per apprezzare al meglio la prima infusione utilizzare acqua a 75°C per 1 minuto 1/2, per le infusioni seguenti bastano 30 secondi.
7 gennaio 2011
3 gennaio 2011
Avalokitesvara?!
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| Immagine tratta dal web. ENUUI.ORG |
Avalokitesvara, chi era costei? Eh eh...non è uno scioglilingua! Trattasi di mitica figura del Buddhismo mahāyāna, la Dea di Ferro della Misericordia (o della Compassione), che gli appassionati di tè conoscono bene poiché dà il suo nome ad uno degli oolong più rinomati e famosi di Cina e Taiwan: il Tie Guan Yin.
Tutta la spiega per dire che l'ultimo tè gustato per merenda è proprio questo, uno dei miei preferiti di sempre. Le foglie secche sono verde medio, strettamente appallottolate, è per questo che l'acqua deve essere molto calda, 90/95°C e il tempo d'infusione di circa 5 minuti (alla maniera europea, se parliamo di Gong Fu Cha è tutta un'altra storia, ma appunto ne parliamo un'altra volta). Le foglie devono avere il tempo e lo spazio per svolgersi e rilasciare al liquido oli essenziali ed aromi. Il colore del tè è giallo paglierino, i profumi delicati ricordano quelli di un bouquet di fiori recisi, iris e gardenia... un'estasi da paradiso Buddhista?
La leggenda del Tie Guan Yin. C'era un tempo un contadino, buddhista molto devoto. Ogni giorno preparava una tazza di tè e la offriva alla dea Guan Yin. Una notte la dea gli apparve in sogno e gli raccontò di una pianta di tè che cresceva in una fenditura di un dirupo. Gli disse di andare a prenderla e farla crescere presso casa sua, traendone beneficio per sé ed i suoi discendenti. Gli raccomandò inoltre di non essere egoista e di condividere con gli altri tale fortuna. Il contadino fece esattamente come gli era stato suggerito in sogno. Portata a casa la pianta la chiamò poi Tie Guan Yin per onorare la generosa divinità.
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